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Visto per voi, "Le Supplici"

L’orrore della guerra, la sofferenza causata dalla violenza, il pianto inconsolabile delle madri che perdono i figli in battaglia. “Le Supplici” al Menotti, per la regia di Serena Sinigaglia, è una rilettura del testo di Euripide, il più longevo dei classici greci. Attualissimo anche oggi, racconta il dolore di sette madri di altrettanti eroi uccisi davanti alle sette porte di Tebe. Sette è un numero magico in numerose cosmologie classiche, da quella babilonese a quella ebraica o cristiana.

In questa tragedia greca, le donne - che non riescono a riavere dal tiranno Creonte i corpi dei figli per dar loro una degna sepoltura - si riuniscono intorno all’altare di Demetra per chiedere aiuto a Teseo, il re di Atene. Ma l'accordo non si trova e, tra le due città scoppia nuovamente la guerra. Per la cronaca, alla fine vince Atene e i cadaveri vengono restituiti.

L'opera di Euripide, scritta e rappresentata per la prima volta tra il 423 e il 421 avanti Cristo, tocca temi sensibili anche al giorno d'oggi: la fragile idea di democrazia, la rivalità politica tra gli stati, la demagogia, l’ipocrisia e l’ambiguità dei potenti, il trionfo del narcisismo. Insomma, niente di nuovo sotto il sole.

“Le Supplici - afferma Sinigaglia - è un testo raramente rappresentato al mondo, perché particolare. È un testo politico, civile, prettamente dialettico e quindi poco epico e poco teatrale. Siamo abituati a un Euripide molto umano, dove accadono vicende calde tra i personaggi e quindi tra gli attori in scena. Invece in questo testo Euripide sembra ragionare sui conflitti della democrazia. Sull’impossibilità dell’essere umano di trovare una società giusta”.

Le attrici Francesca Ciocchetti, Matilde Facheris, Maria Pilar Pérez Aspa, Arianna Scommegna, Giorgia Senesi, Sandra Zoccolan, Deborah Zuin vestono a lutto con lunghi costumi neri e, spesso, indossano una sottile corazza che regala alla scenografia un effetto paradossalmente futuristico. Oltre alle madri, interpretano una varietà di personaggi: il coro dei bimbi, gli uomini (Teseo, l’araldo tebano, Etra, Adrasto, il messaggero) e la dea Atena. Per inciso, il contrario di quanto avviene nella tragedia greca, dove le donne non calcano mai il palcoscenico.

Questa riscrittura del dramma di Euripide si avvale della traduzione di Maddalena Giovannelli e di Nicola Fogazzi che innestano il testo originale con brani di autori di epoche diverse, come Emil Cioran, Nicolò Machiavelli e Platone. 

“Le Supplici” ha vinto il Premio della critica 2022 dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro e il Premio Hystrio Twister 2023.


Lo spettacolo

Le Supplici

Dove

Teatro Menotti, via Ciro Menotti 11, Milano

Quando

fino a domenica 10 marzo

A che ora

16.30

Biglietti

telefono 02 82873611




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