top of page

ELIZABETH ANNABLE

ATTRICE

MILANO

Biografia


Nel 2005 studia all’Accademia del Piccolo Teatro di Milano. Nel 2011 si specializza alla Royal Academy of Dramatic Arts (RADA) di Londra in un corso su Contemporary Drama. Nel 2009 consegue la Laurea quinquennale in Economia delle Arti, Cultura e Comunicazioni – specializzazione Teatro, presso l’Università Bocconi di Milano. Dal 2012 è direttrice e fondatrice dello spazio teatrale AltaLuceTeatro a Milano, dove insegna teatro a bambini ed adulti, e produce spettacoli. Tra gli spettacoli più significativi di AltaLuceTeatro in cui è stata attrice e regista Molly di Brian Friel, Tea for Two di David Mc Donald e Chef di Sabrine Mafhoutz. Dal 2009 al 2011 è stata attrice nella compagnia svizzera DesertoDentroTeatro. Nel 2007-2008 ha collaborato come attrice e assistente alla regia con la compagnia Fanny & Alexander. Da anni è appassionata di corsa (è maratoneta) e alpinismo.


SINOSSI - IO, IN CIMA AL MONTE BIANCO


ree

Il 3 settembre 1838 a 44 anni di età l’alpinista ginevrina Henriette d’Angeville raggiunge la vetta del Monte Bianco, vestita con una gonna , con l’aiuto di un bastone e di dodici persone tra guide e portatori. L’impresa fu commentata con un misto di sorpresa e toni sprezzanti. Una guida di Chamonix al suo ritorno le disse: «Avete avuto il grande merito di andare sul Monte Bianco, ma bisogna convenire che il Monte Bianco ne avrà molto meno ora che anche le signore possono scalarlo».

In molti provarono a scoraggiarla ma la Contessa Avventurosa non solo scalerà senza paura il Monte Bianco ma sarà alla guida della spedizione rifiutandosi di aggregarsi ad altre due spedizioni (ovviamente maschili) in procinto di partire. Si mette in testa che può farcela. E ce la farà. Nel corso dei preparativi e per tutta la durata dell’impresa Henriette registra sul suo quadernetto verde ogni dettaglio dell’avventura, incluse le malignità di cui è bersaglio. È un racconto pieno di verve e ironia (e autoironia) ma emerge anche una grande passione per la montagna e il motivo di tutto: un bisogno, avvertito in fondo all’anima, di compiere una vocazione.

“Non fu la fama meschina di essere la prima donna ad aver arrischiato quel genere di avventura a darmi quell’euforia; fu piuttosto la consapevolezza del benessere spirituale che ne sarebbe conseguito.” Henriette scrive senza ombra di dubbio la prima storia di alpinismo al femminile. La sua grande impresa fu quasi dimenticata ma lei non smise mai di arrampicarsi e di sognare le cime. Scalò altre 21 vette. L’ultima, a 69 anni, fu l’Oldenhorn sulle Alpi Bernesi.




SINOSSI - GRASSE MATINÉE

ree

Artemisia e Babeth, due defunte vicine di tomba, sono le protagoniste di una commedia ricca di humor e dal mondo dei morti offrono una visione disincantata di quanto accade in quello dei vivi.

È mattina presto quando al cimitero lungo la ferrovia Artemisia e Babeth si svegliano.

Sin dalle prime movenze si intuiscono i caratteri delle due donne: la prima, lì da più tempo, dimostra di aver raggiunto un equilibrio con sé stessa, compiendo con un sorriso la routine mattutina; la seconda, complice un carattere più difficile, si alza imprecando contro un marito opportunista e spilorcio, reo di averle comprato una bara scomoda e di bassa qualità. Un bara perché Artemisia e Babeth sono morte e si ritrovano a trascorrere questa ultima fase della loro presenza terrena come vicine di tomba.

Cosa accadrà una volta che il loro corpo si sarà completamente decomposto è la stupefacente sorpresa che nel finale attende Babeth e il pubblico in sala.

Le giornate iniziano, come per una massaia qualunque, scuotendo le coperte in cui hanno dormito e stendendole al sole, rassettando, facendo esercizio e colazione. Il tempo è scandito dai treni e dagli aerei che passano e occupato tra piccoli passatempi, ricordi e discussioni su quanto accade nel mondo dei vivi, argomento su cui, nonostante gli anni trascorsi dalla loro morte, sembrano molto bene informate. Giornate intense che non consentono a Babeth di godersi nemmeno ora il piacere di indugiare a letto sino a tardi, un piacere per cui i francesi hanno coniato la definizione “grasse matinèe”.

Grasse matinèe è il titolo scelto da René De Obaldia per questa commedia che, sin dalla prima rappresentazione nel 1977, non cessa di riscuotere successi a livello internazionale. L’autore, morto il 27 gennaio 2022 alla veneranda età di 103 anni, è molto amato per la sua capacità di mettere in luce il lato comico della vita di ogni giorno e pure oltre in questo caso.



bottom of page