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ERIKA URBAN

ATTRICE

MILANO

BIOGRAFIA

veneziana d'origine, vive attualmente a Milano. Diplomata alla Scuola del Teatro Stabile di Torino diretta da Luca Ronconi e laureata in Scienze Politiche.


Sul palcoscenico ha lavorato con registi come Luca Ronconi, Gabriele Lavia, Beppe Navello, Pierpaolo Sepe, Giorgio Barberio Corsetti, Giorgio Gallione, Marco Carniti, Fred Santambrogio e molti altri, interpretando autori che spaziano dai classici – Sofocle, Molière, Goldoni, Goethe, Ibsen – a drammaturghi contemporanei come Neil LaBute, Daniela Morelli e Jan-Philipp Sendker. Tra i suoi ruoli più recenti figurano L’arte di ascoltare i battiti del cuore di Jan-Philipp Sendker con la regia di Fred Santambrogio (2024) e Due sorelle in treno e un Diabolik in tasca di Daniela Morelli, regia di Fred

Santambrogio (2022).

Al cinema ha collaborato con registi quali Marco Bellocchio (Il principe di Homburgh), Michele Soavi (Arrivederci amore ciao), Peter Greenaway (Peopling the palaces) e Marina Spada (Il mio domani). Nel 2000 ha vinto il Premio come Miglior Attrice al Festival di Pisticci per il cortometraggio “La colazione” di Elena La Ferla.

In televisione ha preso parte a serie di successo, tra cui Fuori classe, Distretto di polizia, Altri tempi e Un posto al sole.

Ha inoltre prestato la propria voce a diversi progetti di audiolibri per Audible e Storytel, e per produzioni radiofoniche della RSI, come Tu es libre di Francesca Garolla (2023) e Un po’ meno di tutto (2024) di Daniela Morelli, entrambe con la regia di Igor Horvat.

E' protagonista dal 2013 dello spettacolo teatrale " Ultima notte Mia. Mia Martini. Una vita" con la regia di Michele De Vita Conti scritto da Aldo Nove.

SINOSSI - ULTIMA NOTTE MIA. MIA MARTINI, UNA VITA



Di ALDO NOVE con ERIKA URBAN


Mia Martini è stata trovata riversa sul suo letto, le cuffie ancora sulle orecchie, una mattina del Maggio 1995. Stava lavorando ad una sua canzone. Moltissime cose si sono dette sulla sua morte. Poche vere o plausibili ma tutte clamorose.

La vita di Mia Martini è un esempio raro, se non unico, di come l’ignoranza e l’invidia possano distruggere non solo la carriera di una persona, ma la persona stessa.

E' il racconto di quella storia, ed altre della sua vita, dei suoi sogni infantili, della sua famiglia lacerata.

La riduzione teatrale che Aldo Nove ha fatto del testo "Mi chiamo.." da lui scritto ed a lei dedicato, è già di per sé un monologo.

Un testo dolce e malinconico nel quale la malinconia è memoria di una grandissima vitalità che è andata estinguendosi.

In un'ora cerco di raccontare questo, lo spegnersi poco a poco di una vita gigantesca.

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