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I Carrettieri, "De André da ballare"

Sembrava una mission impossible, ma I Carrettieri ce l'hanno fatta: Riccardo Dell'Orfano (fisarmonica e voce), Fabiano Radesca (chitarra, mandolino, bouzouki, basso)

e Salvatore Ferrarello (cajon, percussioni) hanno proposto - venerdì 9 febbraio a Vizzolo Predabissi (Milano) - un "De André da ballare" godibilissimo.

In scaletta alcuni classici stranoti come "Don Raffaè", "Dolcenera", "Carlo Martello", "Il pescatore", "Bocca di rosa", Il giudice,"Il nano" e "Via del campo", in una versione decisamente più "mossa" dell'originale. Il sound un po' gitano e un po' irlandese, sottolineato da fisarmonica e percussioni, ha riletto il cantautore genovese in chiave popolare. Decisamente non intimista.

Il risultato è un omaggio a De André piuttosto fedele, arricchito con un sound ben calibrato. Perché se è vero che De André si può anche ballare, vale la pena di fermarsi a riascoltare questi testi ricchi di poesia, scritti molti decenni fa e mai scalfiti dal tempo.

E, alla fine, così è stato.

Scommessa vinta dunque da I Carrettieri grazie a un'esibizione generosa ed equilibrata, senza sbavature e senza prevaricazione di generi musicali. Il resto l'hanno fatto la passione, l'affiatamento, la grinta e l'empatia. Riccardo dell'Orfano parla con il suo pubblico, racconta, scherza e recita poesie: "Laudato sii"e "I dieci comandamenti" introducono brani sul tema - non ortodosso - della religione vista da Faber.

Insomma, "De André da ballare" è uno spettacolo autentico, mai forzato: il contesto gradevolissimo della cascina milanese, l'ospitalità della padrona di casa e il calore del pubblico che balla, batte le mani, canta e ticchetta con i piedi, completano il quadro di una serata ben riuscita.



Lo spettacolo

De André da ballare

Con

I Carrettieri

In scena

Riccardo Dell'Orfano

Fabiano Radesca

Salvatore Ferrarello






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