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98 risultati trovati con una ricerca vuota

  • Pensa - Nedjari: La Repvbblica

    🎭 Invito allo spettacolo " La Repubblica " 🎭 📅 3 dicembre 2024 ⏰ Ore 20:30 📍 Piccolo Teatro Strehler “Alcune cose stimolano la riflessione, altre no; quelle che generano nei sensi due impressioni contrarie nello stesso tempo le definisco stimolanti…” – Platone, Repubblica, Libro VII Trailer: https://www.instagram.com/reel/DB9SkifpBXA/?utm_source=ig_web_copy_link&igsh=MzRlODBiNWFlZA== 🔹 Ingresso gratuito, iscrizione obbligatoria al link : https://work.unimi.it/eventir/registrazione?code=12663 Su "ente" e "qualifica" si può inserire la dicitura "Nessuno" Evento conclusivo alle celebrazioni del Centenario dell'Università degli Studi di Milano. Compagnia Università degli Studi - in collaborazione con l'Ateneo, ATIR, Teatro Carcano, Piccolo Teatro e NaBa - invita la comunità accademica e la cittadinanza allo spettacolo La Repubblica - da Platone e Aristofane, Euripide, Eschilo.

  • Annable - Nardino: Grasse Matinée

    Elizabeth Annable e Maria Carolina Nardino, entrambe parte della scuderia di Portiamo il Teatro a Casa Tua, saranno in scena il 19 novembre!! Due donne, Artemisia e Babeth, dialogano su se stesse, sul mondo, sull’amore, sul senso della vita e della morte. Dialogano in un luogo insolito, un cimitero, perché Artemisia e Babeth sono morte . Leggerezza e profondità sono costanti di questo atto unico di De Obaldia, dove la vita e la morte si trovano a coesistere in una dimensione surreale  in cui solo il teatro può provare ad avventurarsi.

  • Miritello - Coduri - Daolio - Nicoli: Le donne di Bennet

    Nella sua recensione di "Le donne di Bennet", Danilo Caravà restituisce l'anima dello spettacolo con le sue immancabili citazioni letterarie, teatrali e cinematografiche, scoprendo il bellissimo lavoro di Maria Coduri, Rosanna Daolio e Anna Nicoli, dirette da Marisa Miritello. Qui il link all'imperdibile articolo sul blog "Il Teatrante": https://www.ilteatrante.it/le-donne-di-bennet-recensione-teatro/

  • Biolo - Artusi: "Rita e il Giudice"

    E' successo che Marco Artusi abbia scritto un super testo e che Evarossella Biolo sia bravissima a portarlo in scena e che spesso chiedano se ci sia il libro. E ora ce l'abbiamo! E ha la prefazione di Piera Aiello, unica sopravvissuta della storia che viene raccontata. E ha la revisione del Pubblico Ministero Vittorio Teresi. Figata, no?

  • Ballardini: "A-Live"

    Volete passare un'ora deliziosamente simpatica? Guardate A-LIVE - perché sopravvivere ai figli è una cosa da ridere! Alice Mangione e Gianmarco Pozzoli, ovvero The Pozzolis Family, tornano insieme sul palco con un nuovo spettacolo. Lo show unisce musica, stand-up, consigli e canzoni, in un'esperienza divertente e liberatoria per tutti i genitori o coloro che ci stanno pensando. Ad accompagnarli, una stella della nostra scuderia: Enrico Ballardini! Una garanzia! Trovate il programma su prime Video, di seguito il link: https://www.primevideo.com/detail/A-Live-Perch%C3%A9-sopravvivere-ai-figli-%C3%A8-una-cosa-da-ridere/0HE3IKFEKM86YQYIC1XKEGK5QI

  • Rambelli - Tootsie

    Divertente, romantico e con una irresistibile vena dissacrante che fa sorridere ma anche riflettere: sarà "Tootsie" uno dei nuovi spettacoli di Massimo Romeo Piparo. Tratto dal famoso film del 1982. In Italia lo spettacolo, prodotto da PeepArrow Entertainment in collaborazione con il Teatro Sistina, sarà interpretato da Paolo Conticini. Con lui anche Enzo Iacchetti. Nel ruolo di Rita Marshall vedremo invece Gea Rambelli, già parte della scuderia di "Portiamo il Tetaro a Casa Tua"! 49 repliche in 12 location: Assisi, Bari, Napoli, Milano, Trento, Genova, Varese, Bologna, Roma, Reggio Emilia, Firenze e Torino.

  • Biancotti - O' Connor "Caro Dio"

    Dolcezza, delicatezza, garbo... Una favola dolce/amara, toccante e coinvolgente!

  • Anzani

    La nostra Laura Anzani ha recitato in Here After - L'Aldilà, nel ruolo della Nurse Giulia. Dopo essere sopravvissuta miracolosamente a un'esperienza di pre-morte, Robin (Freya Hannan-Mills), una talentuosa pianista e figlia adolescente di Claire (Connie Britton), comincia a manifestare comportamenti sempre più inquietanti e pericolosi. Preoccupata per la figlia, Claire si trova a dover riaffrontare un segreto nascosto per molto tempo, frutto di una dolorosa esperienza che ha segnato il passato suo e di Robin. Il film Here After - L'Aldilà , diretto da Robert Salerno , è distribuito da Eagle Pictures e in uscita nelle sale italiane giovedì 25 luglio.

  • Gatti

    In una notte di mezza estate... arriva "Suspiria" al Castello Sforzesco 12 luglio 2024 ore 21... «Milano, 1845 Tre sono i Dolori come tre le Grazie, le Parche e le Furie: Mater Sospirorum, Mater Lachrymarum e Mater Tenebrarum. Esse regnano sul mondo.» - Thomas De Quincey - La Compagnia che ha riportato in Italia l'antico teatro dell'orrore e della cronaca nera, arriva al Castello Sforzesco per farvi rivivere la misteriosa notte che ha ispirato uno dei più grandi capolavori della storia del cinema horror e ci sarà anche la nostra RACHELE GATTI !

  • Brugnola - Ballardini - Beillard 7notti

    Sot­to gli oc­chi del­lo spet­ta­to­re si rac­con­ta­no “7 Not­ti” del­la sto­ria d’a­mo­re di una cop­pia. Set­te not­ti che co­pro­no do­di­ci anni di re­la­zio­ne e for­se an­che di più, tra gli alti e i bas­si che ogni sto­ria in­con­tra nel suo svol­ger­si. Un rac­con­to leg­ge­ro e bril­lan­te an­che quan­do af­fron­ta le te­ma­ti­che del­la so­li­tu­di­ne, del­l’in­co­mu­ni­ca­bi­li­tà, del­la ge­lo­sia e del­la fa­ti­ca di con­ci­lia­re i pro­pri de­si­de­ri con i so­gni del­l’al­tro. Ri­nun­ce e suc­ces­si che por­ta­no a un fi­na­le ina­spet­ta­to. Il tut­to re­ci­ta­to su un pal­co con po­chi ele­men­ti sce­no­gra­fi­ci ma su cui cam­peg­gia una gran­de al­ta­le­na che è let­to, muro, pon­te, equi­li­bri­smo, per rac­con­ta­re que­sta sto­ria in cui si ride mol­to, cer­to, ma si pro­va­no an­che sen­ti­men­ti di em­pa­tia e com­pli­ci­tà, ver­so que­sti per­so­nag­gi che alla fin fine ci as­so­mi­glia­no mol­to. Gli at­to­ri, Cin­zia Bru­gno­la ed En­ri­co Bal­lar­di­ni han­no di­mo­stra­to una gran­de sin­to­nia nel met­te­re in sce­na l’e­vo­lu­zio­ne di que­sta cop­pia, in­ter­pre­tan­do ma­gi­stral­men­te tut­ti i co­lo­ri emo­ti­vi del­la dram­ma­tur­gia, scrit­ta da Sil­via Beil­lard, la qua­le ne cura an­che la re­gia. Tra l’o­ni­ri­co e il rea­li­sti­co – gra­zie an­che alle bel­lis­si­me mu­si­che scrit­te e suo­na­te al pia­no­for­te di Fa­bri­zio Rab­bo­li­ni -“7 Not­ti” è un viag­gio in tut­te le sfac­cet­ta­tu­re del­l’a­mo­re, che la­scia un sor­ri­so e una ri­fles­sio­ne quan­do si la­scia il tea­tro. Il pub­bli­co ha ri­spo­sto cal­da­men­te, nel­le due se­ra­te che sono an­da­te esau­ri­te pres­so Alta Luce Tea­tro (https://​www.al­ta­lu­ce­tea­tro.com/); uno scro­scia­re di ap­plau­si ha sa­lu­ta­to gli ar­ti­sti che ri­tro­ve­re­mo in sce­na nel­la pros­si­ma sta­gio­ne, te­ne­te d’oc­chio la pro­gram­ma­zio­ne mi­la­ne­se per an­dar­li a ve­de­re. Ne vale dav­ve­ro la pena! di Ro­ber­to Dal­l’Ac­qua foto di Roberto Longoni

  • Maria Callas vista da Escobar

    Se le avversità rafforzano lo spirito, si può dire che Maria Callas si sia allenata fin dal primo vagito. Maria Cecilia Sophia Kalogeropoulos nasce a Manhattan ai primi di dicembre del 1923. La data è incerta poiché sua madre, Evangelia "Litsa" Dimitriadou, quando scopre di aver dato alla luce una femmina, anziché un maschio, per qualche giorno si rifiuta di vederla. E, addirittura, si rifiuta di darle un nome. “Sono tornata a voi per raccontare la mia vita”: il monologo Maria Callas, scritto e diretto da Valentina Escobar e interpretato da Cristina Castigliola, è la travagliata storia della Divina. Un testo scritto con il contributo della signora Giovanna Lomazzi, storica amica e preziosa collaboratrice di Maria Callas che ha condiviso i suoi ricordi artistici e umani sulla grande soprano e attrice. La famiglia Kalogeropoulos (trasformata in Kalos per comodità) è emigrata a New York, dove il padre Georgios gestisce una farmacia. Quando il matrimonio dei genitori va in pezzi, l'adolescente Maria segue la madre e torna in Grecia. È il 1937 e, ad Atene, prende lezioni di piano al Conservatorio. Ha una grande estensione della voce, un talento naturale: per questo la madre la tiene sotto pressione: la sua ragazza farà fortuna. La piccola Callas studia pianoforte e si applica moltissimo. Eppure nonostante i suoi sforzi, in quegli anni per lei non si aprono spiragli: il vento del destino si sa, non soffia sempre dalla parte del cuore. Per questo, a metà degli anni Quaranta, Maria fa ancora una volta le valigie e torna in America, la sua terra natale. Sarà l'incontro con il tenore Giovanni Zenatello a cambiare per sempre la sua vita: le propone un contratto per interpretare La Gioconda di Amilcare Ponchielli all’Arena di Verona. L'Arena è un sogno, una magia. Maria, ovviamente, accetta. Di corsa. Il suo rientro in Italia comincia sotto una cattiva stella: a Napoli le rubano l'unica valigia con cui viaggia. È il 1947, Maria ha 23 anni, un naso importante, un fisico snello (è alta 1,71 cm) ed è determinata a sfondare. Non importa a quale prezzo. A Verona in scena ci va lo stesso, anche se può contare su quell'unico vestito. Nessuno al mondo le impedirà di cantare. Più tardi dirà “l'opera è un campo di battaglia e come tale deve essere accettata”. Il suo primo amore lo incontra proprio lì, nella città di Romeo e Giulietta: è l’imprenditore Giovanni Battista Meneghini, più vecchio di lei di 28 anni. I due si sposano nel 1950 nell'abitazione milanese di Arturo Toscanini, e Meneghini diventa il suo mentore e manager: sarà decisivo per il suo successo, ma non ricambierà mai il suo amore. In quegli anni Maria Callas canta opere di Donizetti, Bellini, Rossini, Verdi, Puccini e Wagner. È diretta da Toscanini, Visconti e Von Karaian. Nel 1951 debutta alla Scala con I Vespri Siciliani di Verdi e, per un decennio, si stabilisce a Milano. La Scala è il suo punto d'arrivo. Negli anni Cinquanta e Sessanta tutto sembra possibile: il boom economico genera ottimismo, l’America diventa la terra promessa e la nazione si divide tra gli appassionati di Coppi/Bartali, Primo Carnera/Duilio Loi e, naturalmente, di Maria Callas/Mirella Freni. I rotocalchi celebrano generosamente le dive del loro tempo: le star portano cappelli a falda larga, sono bellissime, inaccessibili e frequentano volentieri le piazzette di Saint Tropez, Portofino e Capri. Ed è proprio sull’isola napoletana che, nell’estate del 1959, Maria incontra l’armatore Aristotele Onassis. A bordo dello yacht Christina, per la cronaca, c’e anche Winston Churchill, insieme a un parterre di volti noti della politica e dello spettacolo. La Callas si innamora perdutamente e, per il miliardario, abbandona tutto: il palcoscenico, la musica e il marito manager. Vivranno insieme a Skorpios, l’isola di proprietà del magnate greco. Ma la passione di Maria non è pienamente ricambiata: Onassis la tradisce ripetutamente e, nel 1968, la ferisce a morte sposando Jackie Kennedy. Aristotele, in effetti, non ha mai voluto sposare la Divina. Un dolore dal quale non si riprenderà più. Che strano destino quello di Maria Callas: gli uomini che le fanno battere forte il cuore la usano. E l'unico che le vuole davvero bene, Pier Paolo Pasolini, non potrà mai amarla. I due si conoscono nel 1969 sul set di Medea, dove lui l'ha fortemente voluta. Lei si invaghisce, gli scrive lettere appassionate, ma non viene (ovviamente) ricambiata. Per tutta la vita la Divina cercherà - senza trovarla - la famiglia dei suoi sogni. L'ultimo concerto della soprano più famosa del mondo è al Covent Garden di Londra, il 5 luglio del 1965: in sala c’e anche la regina madre Elisabetta. Muore sola, a Parigi, il 16 settembre 1977. Ha  appena 53 anni.

  • Carlo Della Santa, "Fiumi"

    Un’avventura alle soglie dell'esame di maturità. Un amore in erba. Un padre padrone. E una bottiglia nascosta nella “villa del polacco”. Ha debuttato ieri a Milano Fiumi, di (e con) Carlo Della Santa: un racconto sui sogni dell'adolescenza, sugli amori acerbi e sul senso della vita. I diciottenni Ciaccia, Hemingway e Tommy sono determinati a vivere una storia molto speciale prima che i loro destini si separino: recuperare una bottiglia nella cappelletta sconsacrata di una casa disabitata. Entrare nella "villa del polacco"- protetta dai rovi e incastonata tra le dune di un fiume - sembra un'avventura perfetta. Incuranti degli ammonimenti di un vecchio barcaiolo, si apprestano a vivere un'esperienza indimenticabile. Del resto, a 18 anni, a che servono i consigli di un vecchio? E così, un po' per noia e un po' per passione, i “tre uomini in barca” partono. E, durante il tragitto, si raccontano: il sesso agli esordi, l'idea di andarsene lontano a cercare fortuna, il posto fisso caldeggiato dai genitori, la voglia di essere liberi. Il futuro è - a dir poco - un progetto. E la speranza non ha ancora subìto le ingiurie del tempo: tra sogni, ricordi e l’ombra di un padre poco permissivo, si snoda il viaggio verso la casa misteriosa. Che, si dice, ospiti ancora riti satanici. Pagaiando e esplorando, la bottiglia diventa il santo Graal, l’avventura un girone dantesco e il viaggio la scoperta di sé. Il monologo è ricco di battute tra il Ciaccia (un tipo maldestro che proprio non ci sa fare con le mani), Hemingway (che sposa la passione letteraria e l'amore per il fiume con un destino maledetto) e Tommy, la voce narrante. Il fiume si rivela così la metafora della vita: placido o irrequieto, si snoda tra le anse e le secche di un percorso antico, mentre gli alberi affondano le radici sulle sponde regalando stabilità e protezione. Il suo destino è segnato: arriverà al mare. Come in ogni viaggio che si rispetti, piano piano il traguardo lascia spazio al percorso: i tre amici riusciranno a entrare nella misteriosa casa protetta dal buio che ne delinea a malapena i contorni. Troveranno la loro bottiglia e brinderanno ai giorni spensierati e ai tempi felici. E, al ritorno, non saranno più gli stessi. Fiumi è una metafora sulla vita e un inno all’ambiente che ci circonda: parla di amicizia, di ecologia, di scelte e di destino. Ed è un omaggio a due classici del cinema hollywoodiano: Stand by me di Rob Rainer (la storia di tre dodicenni in cerca di un fantomatico cadavere lungo i binari della ferrovia) e Fandango di Kevin Reynolds, con un giovanissimo Kevin Costner che intraprende un folle viaggio nel canyon americano prima di partire per il Vietnam. Anche in Fandango alla fine gli amici stapperanno una bottiglia: "A tutti noi per Dio! A noi, a Dom (Perignon) e ai privilegi della gioventù! A quello che siamo e a quello che eravamo.... E a quello che saremo”. Perché, in fondo, è il viaggio che dà il senso alla meta. Ed è l'amicizia che lo rende speciale. Ma la vita dei tre amici del fiume non si snoderà come avevano previsto: Hemingway sceglierà di fermarsi lì diventando tutt’uno con la natura e ricalcando la tragica fine del suo autore preferito. Tommy non sposerà Valentina, né diventerà un militare con il posto fisso, come voleva suo padre. E anche al Ciaccia il destino riserverà alcune sorprese. In questo bel lavoro di Carlo Della Santa si raccontano i temi dell’amicizia, dell’avventura, della ricerca di sé, della natura da salvare, della gioventù spensierata e di un futuro tutto da scrivere. Anche i tre liceali, come il fiume, arriveranno alla foce. Dovranno solo scegliere come.

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